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madre puttana,marito e figlio arrapati, incesto

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THE DARK LORD
view post Posted on 8/12/2008, 16:15 Quote




La sera, a tavola lei era pensosa e lui come inebetito. Il padre lo avvicinò e piano gli disse “che c’è figlio, qualche troietta per la testa?”. Piero lo guardò e, improvvisamente eccitato e contento rispose “si papà, la più meravigliosa troietta della terra” suo padre rise, lui rise e finirono di mangiare. I giorni successivi Piero era ossessionato dal pensiero di ciò che era successo in cucina e si sorprendeva spesso a pensare alle grosse tette di sua madre sulle quali gocciolava la sua sborra densa, a quei capezzoli, ricoperti della sua crema, al culo grosso e tondo di lei… . Ma Wilma si comportava come se nulla fosse e rifuggiva i suoi sguardi tanto che lui era sicuro che non avrebbe mai più provato i paradisi del corpo di sua madre; ma quella domenica mattina scoprì che si sbagliava di grosso! Suo padre era a Milano per lavoro e la mamma era in cucina che preparava il pranzo. Piero in camera sua era intento a fare i compiti ed era uno dei rari momenti in cui non fantasticava su sua madre. D’un tratto la porta si aprì e entro la mamma “ehi.. che c’è mamma?” domandò “niente… mi chiedevo se hai fame, ti vanno i tortellini?” chiese e Piero notò un forte rossore sul suo volto “si… vanno bene” e si rimise a studiare, ma, pensò, forse era la volta buona, comunque non doveva fare il primo passo “e… a che ora vuoi mangiare?” sua mamma stava cercando una scusa; la guardò e pensò che dovesse avere un lago sotto le mutande. Si alzò e si sedette sul letto, seguito dopo poco da sua mamma “senti mamma” iniziò “posso farti una domanda?” “certo” rispose Wilma sorpresa “senti… mi sa che papà non ti soddisfa granchè sessualmente, visto quello che usi” e Piero sorrise all’imbarazzo della madre “be… no… be… effettivamente.. abbiamo sempre fatto cose… come dire… .ordinarie”. Piero capì che era arrivata l’ora e il suo cazzo cominciò a drizzarsi “e non mi dire che… .che non gli hai mai fatto un pompino” Wilma arrossì, abbassò gli occhi e rispose “no… praticamente..no” “o, povera mammina” disse Piero sorridendo, sempre più convinto di averla in pugno e gli carezzò una guancia, scendendo poi a toccarle il seno. Lei lasciò fare. “Senti mamma, voglio farti vedere una cosa… vuoi?” “tutto quello che vuoi amore”.

Piero andò alla scrivania, aprì il cassetto e tirò fuori le riviste porno che conservava, gettandole sul letto. La mamma arrossì ancora “ehi, tranquilla, scommetto che ti eccita anche te vedere tutte queste porche che si fanno riempire i buchi, vero?” “si… siiiii mi eccita” “allora dai, dai un’occhiata” “sei un porco figlio mio… un maiale” e aprì una rivista. Piero stette a guardarla sorridendo mentre guardava rapita le immagini. Poi la vide dischiudere le cosce e mettere una mano sotto la vestaglia e si accorse che non portava mutande “ti ecciti vero mamma… vero che sei una porca?” “mhh… siiiii” mugolò lei. Piero allora ebbe un’idea “senti mamma, faresti una cosa per me?” “tutto, tutto ciò che vuoi” sussurrò lei cominciando a sditalinarsi. “Bene, allora spogliati, poi stenditi e comincia a masturbarti davanti a me” “si… sei un maiale… ma mi fai arrapare… senti come sono bagnata” e porse il dito a Piero e il figlio lo leccò sorridendo “la tua fica ha un sapore delizioso mamma, l’ho sognata per tutta la settimana”. Wilma si alzò e prese a spogliarsi davanti agli occhi del figlio, restando in breve tempo tutta nuda, poi si stese sul letto, allargando la cosce “poi ti scoperò mamma, lo sai?” “ohhh.. siii, voglio che tu mi scopi… dio che voglia” mugolò lei mentre con una mano si allargava la labbra della fica e con l’altra cominciava a strusciarsi il clitoride mentre Piero la guardava. Davanti agli occhi del figlio le sue dita cominciarono a percorrere la fessura della vagina mentre lei mugolava “ahh.. siii… diooo… .come vorrei sentire il tuo cazzo!” e le sue dita scorrevano dentro e fuori quella fica che si allagava di succhi copiosi. Alzò la testa e vide che Piero era nudo e si stava lentamente masturbando il cazzo, guardandola “ti arrapo vero? Ti arrapa la tua mamma porca?” “si… troia.. datti da fare, forza” disse Piero avvicinandosi per guardare le due dita che andavano dentro e fuori. La lasciò masturbare per alcuni minuti, poi la fece smettere “basta mamma, non voglio che tu venga così… forza, ora mettiti a pecorina che voglio guardarti bene il culo” “si.. certo mio caro amante” rispose lei mentre si passava la lingua sulle labbra e, lentamente, si voltava esponendo agli occhi del figlio quel suo magnifico sedere polposo. Si mise a quattro zampe e spinse il culo all’indietro, continuando a toccarsi la passera da sotto, eccitata nel sentire sul suo corpo gli occhi del figlio “ti piace il mio culo?” chiese “si mamma… hai un culo da vera porca… ho visto come ti ci sbattevi dentro il vibratore, ti piaceva vero?” “si Piero, si, mi piaceva perché sono una troia” e le sue parole la fecero eccitare ancora di più ed un brivido le partì dalla vagina e le percorse il corpo. Piero si sporse e le toccò le chiappe, palpandole piano, poi si avvicinò e continuò leccandole quelle natiche così grasse e belle, sode… voleva vederle il buco del culo, disperatamente e, lieve, le separò le natiche. Lei emise un mugolio sordo, la sua mano che lavorava febbrile tra le cosce. Piero rimase senza fiato quando di fronte ai suoi occhi si schiuse il buco del culo della mamma, roseo, leggermente peloso, con delle pieghettine deliziose attorno “mhhh… amore uhmmm… dai, leccamelo, leccami il buco del culo” lo pregò Wilma e lui si chinò e, tirata fuori la lingua cominciò a lapparle con lunghe linguate lo sfintere, arrivando fino alla fica; poi con la punta della lingua cominciò a titillarle il buchino, tutto intorno, saettandola abilmente; la donna ora urlava, impazzita dal piacere che le dava la lingua del figlio sul suo ano “aaarrgghh.. uhhh..siiii… leccami il culo.. ohhh..sono una puttanaaaa… .che lingua… daiiiii” “mmghh.. si… .siiii” farfugliò lui mentre la sua lingua si intrufolava dentro il retto e cominciva a stantuffarlo. D’un tratto Wilma sentì che la lingua si ritraeva e subito distinse un dito del figlio che le sprofondava nel culo fino alla seconda nocca “ahhh.. che fai… perverso” strillò “ti sditalino il culo mia dolce e cara bona mamma!” rispose Piero ridendo mentre col dito andava su e giù nello sfintere della madre e con l’altra mano si allungava a strizzarle un seno che pendeva opulento sotto di lui. La sditalinò per almeno 5 minuti, palpandole le mammelle, mentre lei mugolava e si masturbava la fica, poi Wilma si sottrasse “stenditi, che voglio leccarti quelle tue belle palle” “certo mamma, serviti!” disse Piero ubbidendo. Come un’assatanata lei si gettò sul suo uccello e se lo ficcò subito in gola “ahh.. cazzo… sei un’idrovora mamma.. mmhh.. come succhi!” disse estasiato. La donna tirò il cazzo fuori di bocca e attaccò le palle. Prima dette delle lunghe leccate ai coglioni del figlio gonfi e tondi, poi, mentre con la mano lentamente gli menava il cazzo di marmo, prese in bocca un testicolo e lo succhiò amorevolmente, poi passò all’altro facendo lo stesso, lentamente… a lungo. Piero, che fino a quel giorno si era immaginato che certe porcate le facessero solo puttane da strada se la godeva immensamente incitando la mamma che ora gli divorava letteralmente i coglioni “ahhh… mamma..sei una succhiatrice incredibile..dai..siiii leccami bene i coglioni..ahhh” “mmhhggg… .bu… buoni” mugolò la madre mentre, risalendo dalle palle lungo l’asta, gli imboccava nuovamente il cazzo. Poi Wilma scese ancora e costrinse il figlio ad aprire bene le gambe “mamma… che vuoi fare?” chiese Piero sorpreso. Lei alzò la testa, sorrise e rispose “questo amore” e si tuffo tra le sue chiappe, saettando la lingua e cominciando a leccargli il buco del culo “auuuu… uhhh… mi stai leccando il buco del culo!!” “si, ti piace, porcellino?” “si..mamma, si… troionaaa” rispose Piero mentre la mamma, disinibita, alternava dei colpi di lingua sul suo sfintere e dei sapienti ditalini. Dopo alcuni minuti di questo trattamento lei si alzò, strisciò verso la sua bocca e lo baciò. Le loro lingue si intrecciarono mente Piero sentiva le tette schiacciarglisi sul petto e i capezzoli duri della mamma che gli strusciavano sul petto. “Ora lo voglio amore… .voglio che tu mi scopi”, queste parole sussurrate all’orecchio lo fecero impazzire e subito abbassò le mani e afferrò le sode chiappe della mamma “si mamma, ora ti sbatto il cazzo nella fica… dai, voglio che tu ti impali da sola” e la spinse verso il suo cazzo. Lei gli sorrise e alzò il suo culo, fino a che Piero sentì la cappella in corrispondenza di quella pozza incredibilmente bagnata che era la fica della mamma. Lei gli prese in mano il cazzo e se lo strusciò ripetutamente sulla fessura “guarda… .senti la fica di tua madre… .stai per chiavare la mamma amore… vaiii” e con queste parole si abbassò la vagina sul cazzo del figlio. Piero sentì l’uccello che gli spariva agevolmente nel condotto della mamma, un tunnel bagnatissimo, caldissimo… urlò “ahhhh… siiii… ti sono dentro mamma, ti scopooo” “si amore… siii… mhhhhcom’è lungo..ahhh..lo sento in pancia..mmhh..che duro” Wilma continuò a impalarsi sul cazzo lunghissimo finchè sentì le palle che le aderivano al pube “ecco… guarda… me lo hai sbattuto tutto dentro!” disse sorridendo mentre gli passava la lingua sulle labbra “zitta e scopa… dai, voglio vederti ballonzolare queste belle tette” disse Piero afferrandole le natiche e costringendola a muoversi sul suo membro sprofondato in lei. Prima piano, poi sempre più forte, Wilma cominciò ad ondeggiare su e giù per quel bastone che sentiva riempirle la fica fino in gola… .il movimento si faceva sempre più forte e Piero guardava le mammelle della mamma che, enormi, ballavano davanti ai suoi occhi al ritmo del suo cazzo, mentre la mamma se le pastrugnava. Wilma era in paradiso; il cazzo del figlio le riempiva le viscere e venne subito, ma non lo disse perché voleva godersi ancora quel cazzo. Sentiva le mani del figlio che le arpionavano i fianchi “ahh.. si, scopami, daiii… più forte… siiii” “muoviti mamma… che fica bagnata.. ahhhhh” e così dicendo la rovesciò e cominciò a chiavarla da sopra. Non credeva ai suoi occhi: lui era li e stava infilando il cazzo durissimo nella fica di sua madre… vedeva le sue palle che le sbatacchiavano sul pube e le sue tette con i capezzoli eretti. La scopò così per almeno 5 minuti “mamma… la tua fica mi fa venire… ho voglia di sborrare” allora Wilma si concentrò, strinse i muscoli della vagina e dieci secondi dopo esplodeva in un orgasmo incredibile “ahhhh… vengo.. scopiamo figlio.. siiiii” artigliandogli i fianchi strinse la fica e sbrodolò ancora mentre quella fiocina dura la trapanava da parte a parte. “Avanti Piero.. dai, vieni anche tu… ma schizza fuori, mi raccomando” “si.. dai, stringila… ecco.. mmhh com’è calda la tua passera mamma” si abbassò e le morse forte un seno “ahi, mi fai male maiale!”. Il grido di dolore della mamma lo eccitò ancor di più, il cazzo si contrasse a preannunciare l’orgasmo “eccooo… … ti inondo” urlò mentre estraeva il cazzo prendendoselo in mano. Appena fuori, il cazzo eruttò uno schizzo di crema che arrivò fino al mento della madre “uhh… che sborrata, dai… dai, vieni, ricoprimi”. Dall’uccello di Piero partirono potenti schizzi mentre lui se lo menava furiosamente. La sborra le arrivò tra le tette e planò sul petto e sulla pancia della madre “ahh… godo, godoooo” urlò ancora mentre altri potenti schizzi ricoprivano il corpo di Wilma che rideva eccitata. Quando l’ultima goccia fu uscita, Piero si lasciò andare esausto accanto al corpo della madre “fantastico, ho goduto tantissimo” “anch’io amore” gli disse la madre sorridendo. Piero ammirò il suo sperma abbondantissimo che le ricopriva l’incavatura tra i seni e vide un filo che le pendeva dal mento, vischioso; una fitta di dispiacere lo attraverso per non avere avuto il coraggio di sborrarle in faccia. La mamma ora stava giocherellando con l’uccello moscio di Piero: questa volta non aveva intenzione di scappare via. “Piero ..ora non mi sento in colpa… è stato fantastico!” “si… è non mi fermerò qui mamma” disse Piero sorridendo. Poi si alzò e Wilma ammirò il suo corpo agile e muscoloso “sei bellissimo” disse “grazie… .senti mamma, domattina tieniti pronta, ti preparo una sorpresina!” “certo amore, sono tutta per te”. Piero la guardò alzarsi e ripulirsi piano dalla sua sborra, si avvicinò e la baciò in bocca. Quel pomeriggio uscì e la notte dormì benissimo; Wilma no, pensava al giorno dopo e non vedeva l’ora di gustarsi ancora il cazzo del figlio. Il giorno seguente, Piero si recò a casa del suo amico Stefano a prender alcune cassette. “Si, prendo quella dove ci sono quelle belle schizzate” “va bene, però riportamela domani” “non ti preoccupare Stefano… .un’occhiatina innocente e via” “chissà quante seghe… .”. Piero sorrise, inforcò il motorino e filò verso casa con la cassetta porno nello zaino; decisamente lo aspettava qualcosa di meglio che una semplice sega, lo aspettava una grande troia tutta per lui… la sua cara mammina. Quando entrò in casa vide la tavola apparecchiata e sua mamma indaffarata ai fornelli che indossava un reggiseno e una gonna cortissima: sorrise e le si avvicinò. “Ciao mamma” e mentre le passava la lingua sul collo, la sua mano entrava sotto la gonna e scopriva che Wilma non aveva indossato mutande “siamo impazienti vedo” “si… .in tuo onore” si guardarono, sorrisero, poi le loro labbra si unirono e le loro lingue cominciarono a danzare mentre la fica di Wilma cominciava a colare e il cazzo di Piero, prontamente si inalberava. “Con calma mamma..prima mangiamo qualcosa.. ora vado su e torno tra un minuto”. Il pranzo fu un continuo scambio di sguardi, la tensione altissima, la lussuria che volteggiava nell’aria. Alla fine Piero si alzò “bene mamma, spogliati, subito!” disse con tono perentorio; la madre lo guardò, si alzò e fece scivolare la gonna, poi si sganciò il reggiseno e si trovò ancora una volta nuda di fronte a lui “allarga le gambe e rimani in piedi” la donna ubbidì, eccitata; Piero sapeva di averla in pugno e si godette il momento. Si avvicinò alla mamma con una grossa banana in mano “ma.. che vuoi fare?” chiese la donna “bè, non abbiamo ancora mangiato la frutta” e le avvicinò la banana alle labbra della fica e la spinse in dentro “ahhh… .sei davvero perverso” “ora cammina per la stanza, poi siediti sul divano”. Piero stette a guardarla dal divano mentre camminava per la stanza, con il frutto che le pendeva tra le gambe, ondeggiando tette e culo. Poi Wilma si sedette accanto a lui spalancando le cosce e cominciando a muoversi nella fica la banana, muggendo “ohhhh… mmmhhh.. ahhh ti piaccio.. dimmelo” mugolò mentre Piero la guardava. Poi Piero si alzò e prese la cassetta, inserendola nel videoregistratore “bene mamma, ora guarda bene e impara come si fa a essere davvero porche” ed accese la TV. Il film si intitolava “cum sluts” e Wilma chiese al figlio che volesse dire il titolo “lo vedrai mamma, lo vedrai” rispose lui sorridendo, mentre con una mano si massaggiava lentamente il manfano scoperto e con l’altra muoveva la banana nella fica della mamma che, seduta a cosce larghe davanti a lui ora si carezzava le tette mentre fissava curiosa lo schermo. Nel primo episodio una biondina era alle prese con due cazzi che prima spompinava a lungo, poi si prendeva, alternativamente nella fregna e nel culo. Wilma guardava con una lussuria montante mentre sullo schermo la porcellina cominciava a farsi introdurre i cazzi contemporaneamente nella fica e nel culo. Ora Wilma si stava ravanando da sola la passera con due dita sprofondate dentro “ti piace mamma?” “oh… .siiii.. guarda come si prende i cazzi… mi piacerebbe averne due di cazzi tutti per me.. ahhhhh” e con una tirata al clitoride esplose in un intenso orgasmo. “Attenta ora mamma, viene il bello” disse Piero mentre la bionda sullo schermo era inginocchiata e spompinava alternativamente i due uccelli; poi il primo cominciò a schizzare e una pioggia di sperma denso planò sul volto dell’attrice che saettava la lingua, raggiunta anche dalla sborrata dell’altro che le schizzò tutta la faccia. “Vedi che significa il titolo” disse Piero ridendo mentre la biondina sorrideva alla telecamera con la sborra che le colava dal volto sul seno. Wilma, come impazzita, si gettò sul cazzo del figlio e se lo sprofondò in gola “ahhh.. ehi mamma, attenta, sei proprio una succhiacazzi affamata. Ti piacerebbe prenderla in faccia anche a te vero?” “mmhhh… ” mugolò Wilma annuendo con la testa mentre le sue labbra percorrevano voraci l’asta del figlio. Piero stette a godersi la bocca affamata della mamma che gli divorava letteralmente l’uccello, mentre con la mano gli massaggiava le palle e faceva frullare la lingua sulla sua cappella mugolando in preda a un vero raptus; sullo schermo due nere erano circondate da cinque uomini che si menavano i cazzi e svuotavano sopra di loro litri e litri di sperma: la scena era incredibile, con sua mamma che gli prendeva il cazzo fino in gola mulinando la lingua mentre lui guardava un film porno, ma ormai sapeva controllarsi bene “avanti mamma, facciamo un 69 che poi te lo sbatto in fica” “mmhh.. gghh..” mugolò lei e si girò in modo da offrire alla bocca del figlio la sua fica. Era tanto bagnata che gocce di sugo gli colarono sulla faccia, ma lui si attaccò subito e a forza di linguate se la bevve tutta “mamma… che fica, sei fradicia” “ahhhhh… siiiii… dai… leccami” ululò lei strusciandosi tutto l’uccello del figlio sulla faccia. Lui con la lingua gli slinguettava il clitoride tenendole le chiappe con le mani, poi di tanto in tanto saliva e le slinguava l’ano, dove poi infilava un dito seguito dai mugolii disperati di lei. “Forza cagna di una troia, mettiti a pecorina e guarda bene lo schermo!” intimò d’un tratto Piero ormai al limite e smanioso di trapanare la fregna della madre che era un immenso lago sulla sua bocca “si amore, ti voglio! Chiavami, prendimi da dietro” urlò lei, con la faccia imporporata, mentre si metteva carponi in terra tenendo lo sguardo fisso sulla tv. Piero le appoggiò la cappella sulla apertura della fica e cominciò a strusciarla avanti e indietro. Alla tv ora una donna si faceva inculare da un cazzo enorme mentre davanti a lei un altro uomo si menava il cazzo e le spruzzava sborra densa sulle labbra “forza… scopami, dai che poi voglio berti la sborra, voglio che tu mi venga in bocca!” urlò Wilma e subito Piero spinse, entrando dentro di lei, completamente “ahhh… eccoti servita mamma, un bel cazzo duro in pancia!” e prendendola per i fianchi cominciò a sbatterla prima più piano, poi con sempre maggiore intensità. “Ahh..siii.. cosììì mai piace, dai fottimi, toccami le tette amore” lui si sporse e mentre la trapanava le prese le poppe con le mani e cominciò a pastrugnarglele. Per almeno dieci minuti stette a chiavarla così, mentre entrambi fissavano lo schermo rapiti; quando stava per venire tirava fuori il cazzo e si rilassava, poi lo infilava di nuovo. La mamma grugniva di foia e se ne venne almeno tre volte, rumorosamente, implorandolo di sbatterla più forte. Poi anche Piero sentì che era il momento, la sborra che gli ribolliva nei coglioni… questa volta l’avrebbe scaricata sulla faccia di mamma, era stata lei a chiederglielo “avanti mamma, è il tuo turno, forza, ho voglia di sborrare” disse mentre, dopo l’ultimo orgasmo di lei, si alzava in piedi “mhh.. si amore… dammelo” sorrise mentre si inginocchiava di fronte a lui e si faceva sparire in bocca il suo cazzo dal quale colavano lucidi gli umori della sua vagina. Lui prese a muoversi tenendo ferma con le mani la testa della mamma e scopandole la bocca “ahhh.. sei pronta? Sei pronta a prenderti la mia sborra?” “mmgghh… gghhh” annuì lei mentre si strizzava un capezzolo “allora dai, apri bene questa bocca, troia succhiacazzi” e prendendosi in mano il cazzo cominciò a menarselo con la sola cappella infilata nella bocca aperta di mamma. Guardò sua madre che stava lì, pronta a farsi sborrare in bocca da lui, eccitata, con quelle tettone burrose e lui che la stava imboccando col cazzo pronto ad esplodere e sentì lo sperma risalirgli dalle palle prepotente “ahhh.. eccomi.. sborro.. dai mammina… bevi!”; un primo schizzò, lunghissimo, eruttò nella bocca della mamma che mugolò “mhhhh.. gghhhh” “siiiiii… ecco la sborra mammaaaaa” e spruzzò altri due schizzi densi. Wilma sentì lo sperma che, denso le eruttava in bocca e ne assaporò l’aroma, poi inghiottì il primo fiotto, poi gli altri due le entrarono in bocca, ma lei rimase li… .bocca spalancata col cazzo del figlio che le eruttava dentro. Dio com’era densa la sua sborra… e perversa, era la sua cloaca di piacere. Piero voleva ricoprirle la faccia, allora tirò fuori il cazzo sussultante “ahhh.. ti sborro in faccia mamma, ti ricopro” e mentre parlava dall’uccello gli uscivano torrenti di bianca crema che, caldi e densi, planavano sulla faccia della mamma. Lei teneva aperta la bocca dentro la quale colarono altri 3-4 schizzi di sperma, mentre vedeva quei fiotti che la colpivano dappertutto; uno la prese sul naso e le colò lentamente, molti sulle labbra e sulle guance, sui capelli, sulla fronte “ahhh.. mmhh.. che belloooo” ululò, eccitatissima da quella pioggia cremosa sul suo volto. Intanto Piero continuava a menarsi il cazzo a un paio di cm dalla faccia della mamma e si godeva la vista della pioggia del suo sperma che imbrattava tutto il suo volto. Poi un’ultimo schizzo e la tempesta di sperma si calmò “ahhh… cazzo… ti ho riempito.. mamma, sei una troia, guardati, sei tutta sporca della mia sborra” Wilma gli sorrise, tirò fuori la lingua e cominciò a raccogliere lo sperma che aveva sulle labbra e a inghiottirlo “mmhh.. che buono, così denso” e mentre lei parlava Piero ammirava i filamenti di sperma che le univano le labbra e le grosse gocce che le colavano dal naso, dal mento e dalle guance. “Tieni, tiieni ancora, affamata” disse lui e le strusciò il cazzo ancora duro sulla faccia, ricoprendolo di sugo, poi lo perse alla sua bocca “mmhh.. che buono” la bocca di lei lo inghiottì e la mamma cominciò a mangiare lo sperma dal suo cazzo “mmhh.. sii… che dolce” Piero la osservava mentre la sua bocca divorava sborra abbondante, con dei rumori incredibili. Glielo ripulì tutto e lui si trovò col cazzo moscio davanti alla bocca della mamma “ti è piaciuto piccolo, ti è piaciuto come tua mamma ti ha bevuto la sborra?” “si… fantastico, sei stata porca quasi come quelle attrici”. Wilma gli sorrise e entrambi si stesero sul tappeto, distrutti ma felici.


 
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